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Rientro a scuola: guida pratica per genitory



Settembre mese di rientri


L’estate volge al termine e, con essa, le giornate lunghe e interminabili fatte di noia, giochi, scoperte, serate con gli amici fino a tardi.

Già dai primi giorni del mese si comincia a respirare un'aria di rientro a scuola. Se per alcuni lati può essere emozionante sia per y figly che per y genitory, dall’altro può portare con sé molto stress (sempre per entramby).

Il rientro può essere fonte di grandi emozioni soprattutto per chi comincia un nuovo capitolo come il primo giorno d'asilo, o di scuola primaria, medie e superiori. Ma anche per chi rientra nella stessa scuola dell’anno prima, cambiando solo classe, l’emozione non è da meno.



L’ansia del rientro a scuola


L’ansia sale quando già da fine agosto amicy, parenti e conoscenti cominciano a chiedere: “Allora fra un po’ rientri a scuola, sei felice?” o negli ipermercati i costumi e le ciabatte lasciano lo spazio a zaini e quaderni.

Frasi e contesti che lasciano un retrogusto di “Vedi che fra un po’ è finita la pacchia!” e fanno crescere esponenzialmente lo stress. Non nascondiamoci dietro a un dito: possiamo tranquillamente affermare che la pacchia per y nostry figly finisce sul serio, passando dalla libertà di muoversi, bere, andare in bagno quando vogliono al dovere seguire una serie di regole e dover chiedere il permesso per poter rispondere ai propri bisogni.

Anche per y genitory poi il rientro non è certo privo di stress. Sì, anche per chi non vede l'ora che ricominci la scuola per poter riprendere una certa routine! Tra liste di cose da comprare, iscrizione a corsi extrascolastici, sveglie da puntare sempre più presto, itinerari nuovi da studiare per poter portare tutty a scuola e essere in orario con i propri impegni, ci si può trovare senza energie ancora prima di cominciare.

Per y genitory il timore di farsi inghiottire dalla routine e allo stesso tempo la voglia di riprendere una routine stabile si alternano.

Di seguito troverete qualche spunto su come accompagnare y bambiny in questo momento, ma è doverosa la premessa che non esistono ricette magiche che vadano bene per tutty. Volendo però trovare una base comune per tutty direi che le parole chiave del mese potrebbero essere: rituali, routine e coinvolgimento.



Riprendere insieme una routine e crearne di nuove


Riprendere una routine già da qualche giorno prima eviterà il cambiamento drastico di ritmo e preparerà tutti ad una transizione più delicata. Un’idea può essere quella di stamparla e appenderla; con i più grandi potete davvero scriverla insieme, decidendo l'orario della sveglia o quale sia il miglior momento per i compiti, mentre per i più piccoli si può creare con la versione immagini e appenderla.

Potrebbe essere rassicurante anche ritrovare gly amicy di scuola qualche giorno prima, magari al parco.

Ogni rientro è una sorta di occasione per ricominciare, un nuovo inizio, un rito. Create insieme il vostro rituale dell’inizio della scuola, come quello di andare a scegliere il diario/ zaino/ quaderno insieme nella piccola cartoleria del luogo di vacanza, oppure pensare insieme ad una piccola cosa speciale che potrebbe essere legata solo al periodo scolastico. Per esempio, potete scegliere insieme la playlist da ascoltare nei tragitti casa/scuola.



Preparare insieme il materiale per la scuola


Per quanto riguarda le forniture scolastiche è sì importante il coinvolgimento, ma negli orari di punta con i supermercati pieni, la sovrastimolazione potrebbe rendere l'esperienza tutto tranne che piacevole. Un’opzione potrebbe essere dividere le spese delle forniture in due momenti, una parte da soli e una parte con y vostry figly, lasciando a loro il piacere di scegliere quaderni e diari.

Se non è il momento di comprare un nuovo zaino o un nuovo astuccio, anche una piccola cosa può ridare l’entusiasmo del ricominciare la scuola. Anche solo mettersi ad etichettare insieme (sì, anche con quelly più grandi che potrebbero farlo già da soly, se ne hanno voglia) le copertine dei quaderni.



Suggerimenti per gestire le emozioni dey più piccoly


Nei primi giorni di inserimento le educatrici e insegnanti vi daranno sicuramente le indicazioni per poter accompagnare al meglio y vostry piccoly.

Leggere insieme libri che parlino del primo giorno di asilo, fare una passeggiata intorno alla scuola dai giorni prima, parlare di ciò che accadrà.

Qui vogliamo porre l’accento sul grande spazio che hanno le emozioni, soprattutto quelle che hanno manifestazioni che solitamente sono più difficili da accettare (lacrime, rabbia).

Adattarsi a un cambiamento di ritmo delle giornate, alle nuove regole della vita in comunità, può essere frustrante per tutty e y più piccoly non hanno proprio le capacità di regolare le proprie emozioni e di esprimerle in altro modo.

I primi giorni partite con anticipo, prendetevi il tempo necessario. Salutate chiaramente y vostry bambiny, hanno bisogno di sapere che state partendo e che ritornerete.

Al ritorno, potrebbe succedere che dopo aver passato una giornata tranquilla all’asilo, y vostry figly scoppino in lacrime non appena vi vedono arrivare, o scoppino in una grande crisi di rabbia per un nonnulla (un biscotto rotto per esempio). La prima cosa da fare è riconnettersi con il y propry bambiny. Un abbraccio, un momento di gioco.

Preparatevi ad ascoltare ed accogliere queste emozioni, che arrivano a fine giornata.

“Sembra che tu sia proprio frustratə /arrabbiatə / triste in questo momento, sono qui, ti ascolto, che succede?”. Le lacrime aiutano a evacuare lo stress accumulato nella giornata ed è normale che y vostry bambiny le riservino alle persone di cui si fidano di più (cioè voi).



Suggerimenti per gestire le emozioni dey genitory


Ricordatevi che è il rientro anche per voi, siate indulgenti con voi stessy.

Fate pace con il vostro senso di colpa per quella merenda dimenticata, per non essere riusciti a fare tutto ciò che avreste voluto.

Scegliete con cura le vostre priorità e ricordate che ciò di cui hanno più bisogno y vostry bambiny in questo periodo è la connessione con voi.



Stéphanie Pitala



Ph. by Ben Wicks

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