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Care ragazze*, liberiamovi/ci da questi 7 falsi miti!

Riflessioni per la giornata mondiale delle giovani ragazze



(*In questo articolo useremo per scelta il femminile sovraesteso perché ci rivolgiamo a tutte le persone che che si identificano come ragazze)


Chiudete gli occhi ed immaginate tutte le donne che conoscete e che vedete intorno a voi come se girassero sempre, e veramente sempre, con uno zaino pieno di pietre pesanti. La cosa peggiore è che in molti casi nemmeno sanno di averlo, ma lo percepiscono dentro, come una pesantezza che rende sempre tutto più faticoso, anche le azioni giornaliere apparentemente più semplici e abitudinarie.

Ecco, il mio sogno è quello di potervi liberare un pochino da questo peso, perché avrei tanto voluto che qualcun’altrə l’avesse fatto con me alla vostra stessa età. Forse io devo lavorare sul mio “complesso della Wonder Woman”, ma se anche solo leggere questo articolo vi farà fare un respiro di sollievo mi riterrò estremamente soddisfatta.



Le aspettative della società pesano come pietre


Le aspettative della società verso il nostro genere, gli stereotipi di cui ancora non ci siamo veramente liberate, la memoria storica e persino impressa nel nostro DNA dai tempi delle nostre antenate, oltre a tutto il maschilismo e il patriarcato che abbiamo ingurgitato inconsapevolmente, chi più e chi meno, crescendo.

Ma concentriamoci su dei consigli pratici e concreti che possano alleggerire il vostro zaino, che ne dite?



1 - “La brava bambina”


Quante volte ci siamo sentite dire questo day nostry genitory o dagly adulty e dalle figure di riferimento della nostra vita? Cosa mai avranno voluto dire veramente? Fare tutto quello che ci si aspetta da una “brava bambina” e niente che non lo sia. Essere quindi prevedibile, controllabile, seguire le proprie responsabilità di futura donna occupandosi di tutto quello che ci si aspetta da noi, come la cura, il servizio, la gentilezza, il sacrificio e anche senza fare troppo rumore. Oppure no. Perché non abbiamo le stesse aspettative suy bambiny tutty? Anzi, perché non la smettiamo proprio di averle?

Riappropriamoci il diritto di dire la nostra opinione, di farci ascoltare, di disturbare, di ridere rumorosamente, di sederci come ci pare, di farci rispettare e avere il sacrosanto diritto di essere bambine felici, a modo nostro, e non “brave” in modo tossico.


Ora respira e lascia andare, te lo meriti e ti farà bene. Un sasso in meno, una leggerezza in più di essere come vuoi tu.



2 - “Vuoi essere una brava mamma o una donna in carriera?


I miei primi ricordi risalgono alla scuola materna, quando le mie compagne cominciarono a farmi questa domanda. Per anni ho vissuto con questo conflitto interno del non sapere cosa scegliere, cosa che ora rimane nei meandri del mio inconscio sotto forma di sensi di colpa che vanno e vengono. Ora solo al pensiero che la possano già porre alla mia, di figlia, mi fa venire i brividi. Com’è possibile che bambine di tre anni si facciano questa domanda (e se lo chiedono perché è quello che si sentono dire dagly adulty)? Come fosse una domanda a cui, se non rispondi subito e non prendi quella grande decisione, chissà poi cosa ti succederà mai. E indovinate un po’: non era questione di trovare la risposta giusta, ma capire che la domanda era sbagliata.

Ciao, io sono Martina, una mamma felice e una donna in carriera.

Questa non è una scelta che dobbiamo fare, ma se é nei nostri desideri trovarci in questa posizione, allora un modo per far funzionare le cose con i nostri ritmi e il nostro stile c'è. Ve lo prometto.


Ora respira e lascia andare, te lo meriti e ti farà bene. Due sassi in meno, una leggerezza in più di essere come vuoi tu.



3 - “Il famigerato equilibrio tra casa e lavoro


Lo dico subito: il famigerato equilibrio tra casa e lavoro non esiste. “Equilibrio”, in questo caso, è una parola sbagliata. Preferisco farvi pensare al concetto di “integrazione”. La buona notizia è che non c'è una formula assoluta alla quale tutte dobbiamo puntare per sentirci adeguate.

Questa integrazione invece sarà una formula personalizzata che suderete con vari tentativi fino a trovare il vostro modo. È un sasso che pesa anche di più, perché ci fa lasciare andare anche l’ideale di perfezione che tanto ci perseguita.

Ci sono molti modi di lavorare e di poter integrare il tutto, e fanno tutti parte del vostro diritto di avere lo stile di vita che meglio preferite insieme alle persone che sceglierete per condividere, eventualmente, il vostro tempo e il vostro spazio. E questi, ricordatevi, sono i vostri beni più preziosi.


Ora respira e lascia andare, te lo meriti e ti farà bene. Tre sassi in meno, una leggerezza in più di essere come vuoi tu.



4 - “Non è un lavoro per ragazze


Ormai questa frase non ha più senso di esistere. Potete fare tutti i lavori del mondo, potete affrontare le sfide che più vi attirano, rompere vetri di cristallo, fare manovalanza, sport, scienza, ingegneria, politica, cape del mondo e pure inventarvi figure lavorative che ancora non esistono. E vi dirò di più . Non cercate di fare questi lavori copiando lo stile oppressivo e patriarcale che abbiamo conosciuto come “approccio maschile”, ma trovate il vostro. Il valore aggiunto che porterete voi, con la diversità, sarà impagabile ed arricchente. E poi chissà, magari fra qualche anno non sarà più una grande notizia che fa scalpore perché “una donna” è pilota, presidente, meccanica o sindaca. Normalizzeremo semplicemente il fatto che le persone possono scegliere la professione che preferiscono, indipendentemente dal loro genere.


Ora respira e lascia andare, te lo meriti e ti farà bene. Quattro sassi in meno, una leggerezza in più di essere come vuoi tu.



5 - “Comportati e vestiti da ragazza


Non esiste un modo di comportarsi da ragazza. Non esiste un unico modo di vestirsi per le ragazze. Indovinate un po’? Se avete capito qual è il leitmotiv di questo articolo, avete già capito che qui sono per dirvi: siete libere di comportarvi e vestirvi come vi pare. Fatelo in modo assertivo: rispettoso nei vostri stessi confronti e nel rispetto anche delle altre persone in quanto umani che si devono pre-occupare della propria comunità di cittadini di un mondo che non deve perdere la sua civiltà. Il vostro modo di vestire può essere una ricerca della vostra personalità, può essere il vostro statement su come volete essere percepite dalla società per essere delle persone consapevoli che vogliono comunicare una determinata immagine di sé stesse al resto del mondo.

Siamo libere e uniche nel nostro genere.


Ora respira e lascia andare, te lo meriti e ti farà bene. Cinque sassi in meno, una leggerezza in più di essere come vuoi tu.



6 - “Sposati unə riccə o con una posizione


Questo è un messaggio nella bottiglia per ciascuna di voi: sii tu la CEO; sii tu quella ricca della coppia. Creati la tua indipendenza e difendila.

Questo non vuol dire non condividere o non fare piani con altre persone, ma significa sempre pensare prima di tutto alla vostra sicurezza, anche economica. In generale non abbiate paura di parlare di soldi, di voler guadagnare di più e di volervi liberare da tutti i tabù che ci sono intorno al denaro e alle donne.

Riappropriamoci del diritto di essere ambiziose, determinate e con una visione.


Come in ogni ambito della vita, l’importante è decidere in piena consapevolezza. Se non vuoi essere la CEO e invece scegli un’altra strada (che magari è proprio essere moglie, compagna e/o madre), va benissimo. L’importante è scegliere consapevolmente (ripetiamolo!) quello che ci rende felici e non subire scelte di vita imposte dalla società che ci vuole sempre performanti in modo tossico.

Scegliete con chi sposarvi non per questi motivi, ma per voglia di costruire equamente un percorso sano e ricco di esperienze, sentimenti e voglia di crescere insieme. Ma scegliete anche di non farlo.

Non è una condizione sine qua non. Se deve essere, ci si augura che possa rappresentare una ricchezza fatta da tutte le parti consenzienti, senza fare male a nessunə. Pura fioritura dellə singolə e dell’insieme, parallela, alle volte intersecante, alle volte poliritmica e poliarmonica. Anche qui, senza uno spartito da seguire alla lettera, ma la vostra improvvisazione di relazione.


Ora respira e lascia andare, te lo meriti e ti farà bene. Sei sassi in meno, una leggerezza in più di essere come vuoi tu.



7 - “Le donne sono le peggiori nemiche delle donne


Oh, come fa male questa frase. Fa doppiamente male perché io ho passato anni a dirlo e a dirmelo. Lo sapevate che il sessismo è un problema anche delle donne? Ebbene, non ci piace ammetterlo, ma è così.


Con questa scusa non ci rendiamo conto che ci stiamo facendo male da sole e stiamo alimentando un mito secondo il quale le donne non sanno stare insieme, costruire rapporti significativi una con l’altra o collaborare professionalmente perché troppo accecate dalla mania di fare del gossip per distruggerci a vicenda.

Da una parte, il fatto di dover fare il triplo della fatica per colpa dello zaino, dall’altra i posti delle “prescelte” in alto (o ammesse nel “gruppo dei maschi”) sono sempre pochi e di meno. Questo ci costringe a tirare fuori il peggio di noi, sgomitando per sopravvivere. E questa dinamica malata, invece, la dobbiamo resistere per vedere la bellezza di quello che succede quando le amiche si supportano veramente una con l’altra, quando applichiamo solidarietà femminile anche con conoscenti o addirittura sconosciute.


Non smetterò mai di dire che l’antidoto qui è la sorellanza che si fa, la sorellanza pratica e concreta che ci mette davvero una di fianco all’altra per un bene persino più grosso di noi. Provare per credere. Se non é strettamente necessario, non mettiamo al rogo un’altra ragazza, le conseguenze poi le paghiamo comunque tutte, ricordatevi.


Ora respira e lascia andare, te lo meriti e ti farà bene. Sette sassi in meno, una leggerezza in più di essere come vuoi tu.




Beh, non è che adesso lo zaino sia completamente vuoto, purtroppo non è così semplice. Sicuramente può essere l’inizio di un percorso di consapevolezza e di “alleggerimento” del peso che può torna