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Chi sono i “mostri” della rete?

Un percorso su genitorialità, digitale e mostri in collaborazione con Digitabilis



La doppia natura dei mostri: ammonire e mostrare


I mostri e il mostruoso ci accompagnano da sempre: dove lo sguardo non arriva, oltre i confini delle mappe, spaventano ad affascinano. La stessa parola “mostro” ha una doppia natura, perché richiama all'ammonire (dal latino monere) e al mostrare (dal latino monstrum). Come nei bestiari medievali, sono chiamati a rappresentare pericoli ma anche lo straordinario ignoto pronto ad essere scoperto, punizione degli incauti e invito ad osare. Dopo tutto il drago non custodisce forse un tesoro?

Dal mito alla fiaba i mostri hanno svolto questo doppio ruolo, meravigliosamente ambiguo, per parlare ay più piccoly e a chi si prende cura di loro. Quando si cresce il mondo è ancora pieno di spazi del possibile, che ci chiamano ma fanno anche paura. Nel bosco sono in agguato lupi cattivi, streghe che potrebbero arrivare da lontano per maledire, pifferi magici e mele avvelenate sono tentazioni irresistibili.

Sono solo residui di un mondo spesso ostile, ma ancora incantato, ormai spazzato via dalle nostre sicurezze? Eppure, questa eredità secolare di simboli e linguaggi ha ancora potere su di noi: perché altrimenti uno spazio di moderni servizi per la fioritura personale sceglierebbe di chiamarsi Camelot?



La nuova frontiera del digitale


Negli ultimi decenni, si è aperta una nuova frontiera, che ha molto dell'ignoto e del magico. Prima ingenuamente considerato una “realtà virtuale” il digitale è entrato a far parte della vita di ognuno di noi. O meglio, siamo tutty avvolty, collegaty e forse intrappolaty dalla rete. Tecnologie che permettono di fare cose prima impensabili, mondi paralleli dove potersi trasformare e vivere esperienze tanto fantastiche quanto reali nelle loro conseguenze.

Ci affascina, ma anche spaventa.


I mostri moderni e i mostri del passato si assomigliano


Ecco che torniamo a parlare di mostri. Sono così diversi da quelli del passato? Non del tutto. I nuovi mostri sono spesso nostre creazioni, strumenti che sentiamo di non poter più controllare, oppure siamo noi stessi, meno umani e più mutanti o cyborg.

Ma le trame delle storie non sono poi così diverse: internet come foresta oscura, videogiochi come pifferai di Hamelin, l'orco dietro un nickname in chat, bambiny e adolescenty mutaty e irriconoscibily come i changeling irlandesi.

Le storie (e la Storia) avrebbero molto da insegnarci a riguardo. È proprio oltrepassando la soglia del mondo ordinario che personaggi più o meno comuni diventano eroi, o si scoprono chiamati a un destino più grande. Mettono alla prova le loro capacità, ricevono saggi consigli, padroneggiano oggetti magici.


Narrazioni contrapposte e richiamo alla paura


Oggi, invece, soprattutto chi educa si trova in mezzo a narrazioni contrapposte, a volte fin troppo semplificate. Da una parte il digitale viene presentato come qualcosa di utile, anzi fondamentale, necessario per non perdere il posto nel mondo di domani. Dall'altra, c’è il rimpianto per un mondo prima degli schermi, sentito come autentico e magari anche idealizzato. Entrambe le narrazioni, anche se non del tutto infondate, diventano facilmente un richiamo alla paura.



Non siamo tutty ugualy nel digitale


Nella tradizione spesso all'ingresso in quel mondo “altro”, che oggi è il virtuale, seguono non solo cambiamenti ma anche rivelazioni riguardo a chi ci si avventura. Y più giovany potrebbero non scoprirsi di nobile discendenza o scambiati in culla dalle fate. Ma emergono fascinazioni, vulnerabilità, talenti, tentazioni. Nonostante le storie dell'orrore sugli schermi come veleno per intere generazioni, più di un decennio di paziente ricerca ci ha mostrato che non siamo tutty ugualy nel digitale, come invece di semplici effetti ci sono percorsi complessi e anche personali.



Conoscere le proprie capacità e i propri punti di forza per vivere gli spazi online


Come in certi videogiochi, conoscere le proprie capacità e punti di forza è il modo migliore per iniziare bene, ma anche qualcosa che scopriamo lungo il cammino.

L'eroe nel proprio viaggio incontra spesso aiutanty e alleaty. L'altro dietro lo schermo è, spesso in modo diverso, nelle paure di grandy e piccoliy: y primy pensando a storie terribili di manipolazione e abuso, y secondy all'esperienza molto più frequente del cyberbullismo e della discriminazione anche da parte di coetanei. A volte anche le interazioni che adulty hanno online ci sorprendono in negativo: segno quindi che relazionarsi in questo nuovo mondo è uno sforzo che dovrebbe accomunare le generazioni. Non solo perché per molty giovany (e meno giovany) amicizie e contatti in rete rappresentano una risorsa fondamentale, ma anche perché conoscere regole e usanze di questi spazi aiuta a capire quando il rapporto può diventare pericoloso.


Quali sono i contenuti mostruosi?


“Mostruosi” possono essere alcuni contenuti, che sappiamo o immaginiamo si possano incontrare. Pornografia, violenza, estremismo sono tra i più citati, tuttavia il mondo adulto non li disdegna, anzi a volte li fa propri e li apprezza in modo più o meno nascosto. Possiamo imparare ad essere sanamente critici verso le rappresentazioni del desiderio, dell'aggressività, del potere: per farlo bisogna riconoscere che non solo esistono, e incontrarle può essere facile, ma anche che fanno parte di noi. Affrontarle e venirci a patti, nel digitale ma anche nel materiale, è più facile se si ha la possibilità di imparare a riconoscere i nostri sentimenti, anche quelli che piacciono meno, e come vengono attivati da quello che guardiamo, ascoltiamo, clicchiamo.


Dispositivi elettronici: mostruosità o possibilità?


A volte la mostruosità è negli stessi dispositivi: smartphone, tablet, console per videogiochi, che, come la mela di Biancaneve, sembrano tanto attraenti quanto tossici. Si moltiplicano quindi gli appelli al non concederli “troppo presto” e alla loro messa al bando, che contrastano con il grande mercato di applicazioni dal presunto valore educativo. È l'ennesimo paradosso che ci fa perdere di vista l'importante questione di come, già dai primi anni di vita e senza schermi, sia possibile porre le basi per un uso consapevole e generativo del digitale. È indubbio che molte applicazioni siano create per catturare e mantenere la nostra attenzione, ormai merce preziosa, ma proprio per questo abbiamo bisogno di allenare le nostre capacità di regolarci, possibilmente facendo in modo che algoritmi e notifiche siano un aiuto per il nostro benessere.


Mostruosità è sentire aliene le nuove generazioni


Forse la possibilità più spaventosa è di non riconoscere più le nuove generazioni, sentirle aliene. Una possibilità concreta, viste le opportunità che la rete offre di crearsi una vita parallela, di confrontarsi con modelli anche molto diversi da quelli che gli ambienti di vita offrono. Ma anche una diversità che ha il suo fascino per y giovany, come spazio per sperimentare, sbagliare, esplorare la propria differenza anche rischiando.

Chiediamoci quanto nella mostruosità della mutazione ci sia la nostra difficoltà ad accettare valori, direzioni e modi di fare esperienza che non sono quelli a noi familiari. E quanto sotto di essi ci siano in realtà bisogni e aspirazioni che fanno parte da sempre dei percorsi di crescita, che mai come oggi sembrano avere così tante opzioni possibili; eppure, rimane tanta incertezza rispetto a cosa sia effettivamente realizzabile.


Come Digitabilis, percorsi di esplorazione digitale, vi proponiamo, in collaborazione con The Camelot Institute of Human Interaction, un percorso rivolto a genitory ed educatory. Per costruire insieme capacità che permettano a noi e ay minory che educhiamo di affrontare i mostri del digitale uscendone vincitori. O magari scoprire che tanto orrendi non sono e farseli amici.



I mostri del web: webinar gratuito


Quando?

Giovedì 27 ottobre 2022 20:00 – 21:00 GMT+1 (UK) sulla piattaforma zoom


Perché “I mostri del web”?

Di quali rischi abbiamo paura come genitory di nativy digitaly? Questo incontro nasce con l’obiettivo di dare a ogni genitorə la possibilità di scoprire quali bussole possiamo dare ay nostry figly per riuscire ad orientarsi online in sicurezza e autonomia.


Chi sono y relatory del webinar?

Digitabilis - Percorsi di Esplorazione Digitale

Daniele Brussolo, Elena Fretti, Matteo Bonafé: un trio di psicology e psicoterapeuty specializzaty nel digitale.

Per approfondire: https://linktr.ee/Digitabilis


Costi e iscrizioni

Il webinar è gratuito, ma è necessario registrarsi a questo link:

https://it.thecamelotinstitute.com/event-details/i-mostri-del-web-webinario-con-digitabilis


Per ulteriori informazioni contattaci a info@thecamelotinstitute.com specificando nell’oggetto I MOSTRI DEL WEB.



Daniele Brussolo, Digitabilis



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