top of page

Coming out: come navigare l’identità di genere con y tuoy figly?

Aggiornamento: 18 lug 2022

Ecco che arriva in soccorso lə Genderbread Person!



Da diversi decenni ormai giugno è il mese del Pride in moltissimi Paesi del mondo. Questo significa che ci sono altissime probabilità, per y vostry figly, di incontrare lungo il loro percorso di formazione terminologie che forse non conoscono. Se le cercheranno online troveranno facilmente spiegazioni accademiche o divulgate da attivisty, ma queste potrebbero risultare di difficile accesso, perché sono pensate per un pubblico universitario o già dentro alla “bolla”.


Ecco perché questo articolo si rivolge a tutty y genitory che non sanno come rispondere alle legittime curiosità dei propry figly nel mese del Pride (e anche gli altri mesi dell’anno!).


Ma andiamo per punti.


L’importanza della consapevolezza


È molto importante partire da sé, da quello che è già un terreno comune, conosciuto. Ci sono infatti molti termini che a occhi e orecchie italiani risultano nuovi e possono creare confusione. Molti di questi sono già di uso corrente nei paesi anglosassoni, specialmente in Nord America e nel Regno Unito dove le tematiche di genere sono mainstream (cioè largamente diffuse) già dagli anni Novanta del secolo scorso. Nel nostro Paese abbiamo invece iniziato ad occuparci delle tematiche di genere solo da pochissimi anni.


A che età è quindi meglio, per y genitory, cominciare a parlare di identità di genere con y figly?


Contrariamente a quello che si può pensare, non è mai troppo presto per cominciare a familiarizzare con le tematiche genere, ovviamente in contesti e con parole che siano adeguate all’età dey figly. In questo modo sarà possibile dare loro gli strumenti per sapersi muovere con confidenza e serenità in un mondo sempre più fluido.


Se da genitorə ci si rende conto che y propry figly potrebbero non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita è importante guidarly in un processo di consapevolezza di sé senza giudizio. Sentirsi amaty e accettaty fin da piccoly è fondamentale per uno sviluppo emotivo sano, per la costruzione dell’autostima che y figly avranno per tutta la vita e per la realizzazione di un rapporto equilibrato con la famiglia d’origine.


Come faccio a spiegare le questioni di genere ay miey figly?


In ogni famiglia arriva il momento di addentrarsi nelle questioni di genere e spesso non è così semplice per y genitory districarsi tra domande e spiegazioni, anche perché, come dicevamo, in Italia questi concetti vengono divulgati da tempi relativamente brevi, e non tutty hanno le competenze o la preparazione per farlo. Come possiamo quindi dare informazioni corrette ay nostry figly e con un linguaggio adeguato? Il problema sorge anche dal fatto che y genitory stessy, in primo luogo, non hanno probabilmente ricevuto a loro volta informazioni corrette su molte delle questioni di genere e a volte nemmeno una ricerca su internet può venire in soccorso a causa della profilazione utenti degli algoritmi dei motori di ricerca. Da un lato le informazioni sono estremamente specialistiche, oppure troppo superficiali, aumentando la confusione.


Genderbread Person: cos'è e a cosa serve


Ecco allora che arriva in soccorso lə Genderbread Person: si tratta di un personaggio disegnato nella forma di un omino di pan di zenzero (“gingerbread man”, da cui il gioco di parole), un biscotto molto popolare nel mondo anglosassone.


Lə Genderbread person è un aiuto molto pratico per chiunque cerchi di spiegare le questioni di genere a bambiny e ragazzy, perché la grafica con cui è realizzato il personaggio è molto semplice e di comprensione immediata. Sul corpo del biscotto sono indicati in varie posizioni i termini di sesso biologico (compreso intersex), identità di genere, espressione di genere e orientamento (sessuale, romantico, di relazione). In questo articolo parleremo brevemente di ciascun termine legato al sesso e al genere, ma presto seguirà un articolo dedicato all’orientamento in tutte le sue declinazioni.


SESSO BIOLOGICO


Il sesso biologico è l’insieme delle caratteristiche genetiche e anatomiche di una persona in relazione all’apparato endocrino-riproduttivo, che dipendono dalla tipologia di cromosomi che va a caratterizzare i tratti sessuali primari o secondari di un individuo.


Abbiamo persone con un corredo XX, che generalmente presentano una vulva, una vagina, un utero, due ovaie e producono ormoni che in pubertà fanno comparire le mestruazioni e il seno e che vengono identificate socialmente come “femmine”.


Abbiamo poi persone con un corredo XY, che generalmente presentano un pene e due testicoli e producono ormoni che in pubertà fanno comparire una peluria più pronunciata in viso e sul corpo e un cambio nel tono e colore della voce e che vengono identificate socialmente come “maschi”.


Infine, abbiamo persone con un corredo genetico variabile e che presentano una compresenza di tratti sia maschili che femminili, chiamate “intersex”. Data l’eccezionalità statistica (1.7% della popolazione mondiale) delle persone intersex, dedicheremo in futuro un articolo dedicato per approfondire questo tema.


Come abbiamo visto, le combinazioni genetiche fra cromosomi X e cromosomi Y sono potenzialmente infinite, non esclusivamente riconducibili a XX e XY, così come le loro manifestazioni visibili (o fenotipi, con un termine scientifico). Per questo motivo possiamo affermare che i termini “maschile” e “femminile” siano solamente delle convenzioni sociali, perché statisticamente rilevanti in campo medico, mentre in natura ci sono ipoteticamente tanti sessi biologici quanti sono gli esseri umani.


GENERE


Il genere è invece l’insieme delle aspettative sociali riguardo al comportamento di un individuo in base al suo sesso biologico convenzionale. Il genere è un costrutto sociale e un prodotto culturale, tant’è che uno stesso genere può manifestarsi in modo diverso in base alla specifica geografica di riferimento. Per esempio, comportamenti che in una cultura vengono considerate come “femminili”, in altre possono essere invece ritenuti “maschili”.


Il genere, inoltre, è un concetto di natura performativa: questo significa che si manifesta sotto forma di comportamento stereotipato. Al mondo non esistono solamente i generi “maschile” e “femminile”, al contrario si può riscontrare la presenza geograficamente diffusa di un continuum (o spettro) fra il maschile e il femminile, la compresenza di entrambi o la loro totale assenza.


Per comodità lessicale, i generi non totalmente maschili o femminili sono definiti “queer” e l’insieme delle loro caratteristiche “queerness”. Anche per questo concetto, nelle prossime settimane pubblicheremo un articolo dedicato alla tematica “queer”.


IDENTITÀ DI GENERE


L’identità di genere è il modo in cui una persona percepisce consapevolmente il proprio genere. Una persona che si riconosce nel genere assegnato alla nascita si chiama cisgender (quindi, per esempio, una persona nata con caratteristiche fisiche femminili, socializzata come femmina e che si riconosce nel genere femminile in tutti i suoi aspetti).


Una persona che non si riconosce nel genere assegnato alla nascita si chiama transgender (per esempio, una persona che nasce con caratteristiche fisiche femminili, socializzata come femmina, ma che non si riconosce negli aspetti del genere). Una persona transgender può fare esperienza di un enorme disagio legato a questa incongruenza fra percepito e socializzato. Questa insofferenza si chiama “disforia di genere” e può manifestarsi a qualsiasi età e in relazione al proprio corpo fisico e/o al proprio ruolo sociale di genere e/o all’espressione di genere, ossia il modo in cui l’identità di genere viene agita per mezzo di pronomi, comportamenti, aspetto estetico, vestiti, make up etc.


In Italia le persone con incongruenza di genere possono ottenere, dopo un iter psico-emozionale e legale, la rettifica dei propri dati anagrafici. Anche a questo argomento dedicheremo un articolo.


Poiché, come abbiamo visto, il genere non è un fattore di natura biologica, è importante sottolineare che una qualsiasi identità di genere non può essere classificata come un disturbo fisico o una malattia mentale (per reference: DSM-V). Per questo motivo gli interventi di terapia di conversione (ossia il tentativo disperato - per mezzo anche di soluzioni barbariche come l'elettroshock - di convincere una persona della propria eterosessualità e/o cisgenerità a seguito di un coming out come facente parte della comunità LGBTQIA+), ad oggi, possono ancora essere facilmente messi in atto sotto forma di “percorsi di natura spirituale”, ma sono da considerarsi un vero e proprio abuso (a maggior ragione se si parla di minory)! In Italia è stato proposto un disegno di legge nel 2016 (n. 2402) per contrastare queste pratiche senza fondamento scientifico, che però non è mai arrivato ad essere discusso.


Come devo comportarmi in quanto genitorə, allora?


Anche dopo aver letto tutte queste informazioni, può capitare che genitory si sentano nella confusione più assoluta: come mi devo comportarsi con y figly che si sentono diversy da come la società (amicy, scuola, parenti) si aspetta da loro? Ecco alcuni consigli per chi si trova in questa situazione.


1) Trovate la vostra comunità: ricercare e creare un gruppo di persone fidate, con una cerchia dei pari di età appropriate. Sarà una piccola isola felice per il supporto emotivo con altre famiglie arcobaleno e la condivisione di conoscenze ed esperienze dirette.


2) Col consenso esplicito dey figly, parlarne con il resto della famiglia e amicy. Per quanto doloroso, è importante tagliare quelle relazioni che, in assenza di un dialogo construttivo, potrebbero essere tossiche e/o potenzialmente pericolose per la salute psicofisica dey figly. Lo scopo è quello di garantire una dimensione di accoglienza in famiglia, al riparo dalle situazioni sgradevoli che inevitabilmente si verificano all’esterno di essa.


3) è importante parlarne con la scuola, proponendo materiale di approfondimento per il corpo insegnanti (anche con il supporto di professionisty*) e ricercando ove possibile una carriera alias (ovvero l'inserimento sul registro di classe del nome scelto dallə ragazzə) per le scuole medie e superiori.


4) appoggiarsi ad associazioni sul territorio in caso di necessità.


E se y propry figly sono cisgender cosa bisogna fare?


Anche alle persone più giovani è importante fornire comunque tutte le informazioni, rispondere alle loro domande, non dare per scontata nella quotidianità l’identità di genere delle altre persone solo per via del loro aspetto. Per esempio, chiedendo a chi si incontra per la prima volta quali siano i loro pronomi e rispettandoli.


Crescere in un ambiente familiare inclusivo e accogliente anche nei confronti del mondo esterno permetterà ay ragazzy di aprirsi e aprire il proprio cuore senza timore alle innumerevoli moltitudini che la realtà contemporanea ci offre (e continuerà ad offrire) nei decenni che verranno.


Giulia De Bellis & Magda Basso

*per saperne di più su questo servizio clicca qui.


Ph. By ItsPronouncedMetrosexual.com