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Genitory e insegnanty

Come instaurare una relazione positiva?



Il 5 ottobre si festeggia la giornata mondiale dell’insegnante, indetta dall’UNESCO.

È una celebrazione e un anniversario: 56 anni fa, in questo giorno, la “Conferenza intergovernativa speciale sullo status degli insegnanti” adottava le raccomandazioni UNESCO per garantire maggiori tutele e migliori condizioni di lavoro a questa categoria. Questa ricorrenza è l’occasione perfetta per ringraziare maestrə e professory e promuovere la creazione di una vera “comunità educante” che parta da una relazione solida e sana tra casa e famiglia.

Famiglia e scuola: un continuum educativo


In linea di principio, docenty e famiglie stanno dalla stessa parte: quella dellə bambinə. Talvolta, però, capita che a scuola e a casa questo intento si esprima in modalità e con linguaggi molto diversi. Il risultato? Unə bambinə confusə sulle “regole e leggi” che organizzano il suo mondo, sui propri confini e quelli altrui.


È importantissimo verificare dunque che vi sia un continuum educativo tra le due dimensioni. Casa e scuola devono cioè poter essere percepite come stanze contigue di un’unica casa-mondo.



Come creare un continuum educativo?


Cary genitory, vi proponiamo qualche domanda per orientarvi in merito:

- Cosa vi ha spinto a scegliere la scuola che frequenta lə vostrə bambinə?

- Quali sono i valori dichiarati dell’istituto?

- La scuola ha predisposto un patto di corresponsabilità educativa, ovvero ha formalizzato l’alleanza tra realtà scolastica e famigliare?


Se le risposte a questi quesiti sono incerte, può essere buono prendersi uno spazio di riflessione. Se invece, questi punti sono chiari, fantastico! Significa che tra casa e scuola c’è terreno comune e su questo terreno è possibile dialogare e confrontarsi, anche quando le cose si fanno complicate.

Tutto comincia dal prendere contatto.



Genitore telefono scuola


Come instaurare il primo contatto con gly insegnanty dellə propriə figliə? Se la scuola offre un’occasione di incontro prima dell’inizio delle lezioni (ad esempio una riunione online o dal vivo) la strada è già avviata, altrimenti potreste trovarvi a dover fare voi il primo passo.


[Genitore]

“Speriamo che quest’anno vada meglio dell’anno scorso. E così cresciutə. Speriamo che non lə mettano seduto vicino a Paolə, che poi come l’anno scorso chiacchierano tutto il tempo e si distrae. Ma l’hanno comunicato alla nuova maestra che è allergicə alle uova?

Adesso scrivo una mail alla maestra, no.. forse meglio scrivere sul diario… Chiamo a scuola e chiedo di organizzare un incontro.. ma non sarà troppo presto? Forse è meglio aspettare più avanti. Io però voglio fare capire che siamo genitory disponibily e che per qualsiasi cosa può contattarci.”


Come in qualsiasi altra relazione, anche il primo incontro tra genitorə e insegnante è particolarmente importante. Una dimostrazione di cura è informarsi su quali siano le modalità stabilite dalla scuola per contattare l’insegnante. Vi è un orario di ricevimento? L’insegnante ha una mail ufficiale su cui lə si può contattare? Se viene indetta una riunione di inizio anno per presentarsi, è senz’altro il momento giusto per conoscersi e chiedere all’insegnante come e in che momento contattarlo per approfondire questioni personali legate allə bambinə.

Se le occasioni di incontro formale sono pianificate in là nel tempo e vi è bisogno di uno scambio più immediato, una prima presa di contatto sul diario / quaderno delle comunicazioni può già dare il via ad un buon dialogo.



Quando il gioco si fa duro, è bene rimanere morbidi


No, nemmeno quando si è allineati va sempre tutto liscio. La vita funziona altrimenti, vero?

Prendiamo un case study: tuə figl torna a casa da scuola con il moccio al naso e le lacrime agli occhi, perché — racconta — un suo compagno l’ha chiamatə stupidə e lə maestra non lə ha detto niente.


[Genitore]

“No ma non è possibile! Adesso però mi sente perché non è la prima volta. E non ha detto niente? Ma lə maestrə dov’è in questi casi? Adesso che faccio? Non posso neanche chiedere allə rappresentante di classe perché è suə figliə. Secondo me è per questo che lə maestrə non gli ha detto niente. Ma a me non interessa, il benessere di miə figliə conta quanto il suo. Non è possibile che venga bullizzatə così. Adesso chiamo la scuola e chiedo un colloquio urgente”.


Da una parte e dall’altra, il rischio di “premere il grilletto” dell’emozione è molto forte. Per avviare una comunicazione positiva tra le parti, è necessario prendere un bel respiro, accogliere e validare l’esperienza dellə bambinə e — al contempo — presupporre che l’insegnante abbia fatto del suo meglio. Non c’è niente di peggio, per unə docente, di vedersi recapitare comunicazioni di fuoco per qualcosa che, magari, è capitato mentre stava ascoltando unə alunnə o disegnando un diagramma alla lavagna. Anche gly insegnanty, come gly studenty, hanno diritto all’errore (oltre che a un collo che gira soltanto a 180°!)

Un suggerimento è di presentare il racconto del bambinə, specificando che la narrazione è sua e chiedere all’insegnante cosa ha osservato nel caso particolare o nella dinamica relazionale tra lə proprio figlio e y suoy compagny.

Se esistono degli elementi di reale problematicità, è quasi certo che emergeranno nella conversazione e insieme si potranno definire delle misure per aiutare y bambiny a riflettere sull’accaduto e autoregolarsi. Perchè queste misure siano efficaci è indispensabile che vengano osservate sia a scuola che a casa — ricordate il continuum educativo?

Nel caso emergano delle forti discrepanze tra la narrazione dellə bambinə e la versione dell’insegnante, può essere buono coinvolgere una terza persona (docente, referente per l’inclusione, etc.) nell’osservazione e nello scambio.



Il momento del colloquio: aspettative, timori



[Genitore]

“Tanto so già cosa mi dirà: che può fare di più, che è sempre distrattə. Però secondo me non me la racconta tutta… Mi sembra che lə suə amicə abbia una brutta influenza su di ləi e secondo me è per questo che non va bene in matematica. Se poi le frazioni non le ha ancora capite, ci sarà un motivo… secondo me l’insegnante non sa spiegare”.


Per unə genitorə, ricevere un feedback sul lavoro dellə propriə figliə equivale a ricevere una valutazione sulle proprie competenze genitoriali. Anche in questo caso l’acceleratore emotivo è schiacciato a tavoletta. In realtà, il colloquio è un momento importantissimo per scattare un’istantanea del momento presente e valutare insieme quali linee guida possono sostenere al meglio lə bambinə nel suo sviluppo. Commentare una sequenza di voti è davvero poco informativo rispetto alla “tridimensionalità” dell’esperienza di apprendimento: facciamo sì che questo incontro sia costellato di domande, più che di esclamazioni. Sono i punti interrogativi, non esclamativi, ad aprire nuove strade.

Riassumendo, tenete presente questo motto: buon canale, buon momento, buon dialogo! Con l’augurio che con questo dialogo possiate aprire nuove strade e rendere la vostra casa-mondo un luogo sereno e accogliente.



Fabiola Sguassero & Stephanie Pitala



Ph. by Note Thanun