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Essere LGBTQIA+ in Italia: sesso, genere e minory

Aggiornamento: 4 ott 2022

La regolamentazione delle tematiche LGBTQIA+ in Italia


Come visto negli articoli precedenti le sfumature dell’esperienza umana sono molte più di quello che si può pensare.


Non tutte le persone però hanno gli stessi diritti e doveri. In questo articolo vedremo insieme come la legge regolamenta i sessi e le identità di genere in Italia (dato che come TCI ci rivolgiamo principalmente algly italiany in Italia e all’estero).



Sesso Biologico


Il sesso biologico viene assegnato allə bebè al momento della nascita sulla base dell’aspetto esteriore dei genitali.

Quando il sesso non è immediatamente riconoscibile, y bebè sono intersex, sono cioè persone con un corredo genetico variabile e presentano una compresenza di tratti sia maschili che femminili.


Che cosa succede in Italia?


In Italia i team medici possono suggerire delle operazioni di chirurgia plastica per ricostruire i genitali dellə bambinə.


Queste operazioni hanno lo scopo di:

a) poter inserire una F o una M sui documenti d'identità e

b) evitare potenziali difficoltà allə futurə bambinə perché si presume che per loro possa essere un problema identitario e/o sociale.


Come abbiamo visto l’intersessualità non comporta necessariamente delle problematiche di salute, dunque tali procedure sono meramente di natura estetica e assolutamente non indispensabili sul piano medico.


Una seconda criticità di tale pratica è che spesso y genitory non informano y figly intersex delle operazioni svolte. Quando in pubertà lo sviluppo fa emergere le caratteristiche sessuali secondarie, y ragazzy vengono a conoscenza dell’operazione svolta alla nascita subendo dei veri e propri traumi e crisi identitarie.


Nel marzo 2021 la Commissione Europea ha presentato una Strategia sui diritti dei bambini in cui si sottolinea la forte necessità di porre fine a pratiche dannose come le mutilazioni genitali intersex. Secondo la Commissione EU, “il 62% delle persone intersex che hanno subito un intervento chirurgico ha dichiarato che né loro né i loro genitori hanno dato un consenso pienamente informato prima di un trattamento medico o di un intervento per modificare le loro caratteristiche sessuali”. La Commissione EU ha segnalato l’Italia nel 2016 e nel 2019 per non aver ancora messo dei bandi su queste procedure.


Per ottenere una rettifica dei documenti in età adulta bisogna intraprendere un percorso simile a quello delle persone transgender, optando per uno solo dei sessi binari.




Identità di Genere


L’identità di genere è il modo in cui una persona percepisce consapevolmente il proprio genere.


Cosa deve fare una persona che comprende di essere transgender per essere riconosciuta a livello legale in Italia?


Innanzitutto, una buona notizia: a partire dal 19/06/2018 la transessualità/transgenerità non è più stigmatizzata come “malattia mentale” da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma viene considerata “condizione di salute sessuale” meritevole di tutela.


Le procedure burocratiche che seguono, però, sono valide però solo per uomini e donne trans e non per le persone queer/non binarie.

In alcuni comuni italiani, tuttavia, si stanno pian piano introducendo registri di genere che offrono questa possibilità in contesti per ora ben delimitati (un esempio è l’attività del Sindaco Beppe Sala e della Consigliera Comunale Monica Romano a Milano).


In Italia la riassegnazione di sesso e genere anagrafico è consentita dalla Legge 14 aprile 1982, n. 164: "Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso" e dal decreto legislativo n. 150 del 2011.


(Un sito che ne parla approfonditamente è https://www.infotrans.it/ .)


Secondo la Legge 164 la persona che intende cambiare genere potrà presentare un'istanza - ovvero una domanda - al Tribunale della zona di residenza. Nel giudizio è possibile chiedere l’autorizzazione per l’intervento chirurgico di ricostruzione del petto e/o dei genitali e la rettificazione del nome e del genere anagrafico. In alternativa è possibile domandare solamente il cambio dei documenti anagrafici.


Questa seconda opzione è divenuta possibile solo nel 2015 grazie a due importanti sentenze, che hanno stabilito che il percorso di affermazione di genere medico/chirurgico non è obbligatorio per la riassegnazione del nome e del genere anagrafico (sentenze N. 15138/2015 della Corte di Cassazione e N. 221/2015 della Corte Costituzionale). Sul punto la Corte Costituzionale ha ribadito la legittima rettifica anagrafica in assenza di intervento chirurgico con questa motivazione: “l’intrapreso articolato percorso psicologico e la connessa terapia ormonale e farmacologica hanno portato alla consapevole, profonda ed irreversibile scelta di genere, determinando piena identificazione nel sesso opposto” (sentenza n. 180 del 13/07/2017).


Il Tribunale ha la libertà di richiedere una CTU psicologica per attestare l’effettiva identità di genere della persona. La CTU è una Consulenza Tecnica di Ufficio che un Giudice può richiedere di effettuare durante un procedimento complesso come appunto quello di cambiare l’indicazione del genere di una persona sui documenti. In effetti la richiesta di una vera e propria diagnosi di disforia di genere può essere richiesta dal giudice. Molte persone trans lo ritengono problematico, perché altamente medicalizzante alla luce delle dichiarazioni dell’OMS che abbiamo visto nei paragrafi precedenti.


Il processo di riaffermazione di genere può essere intrapreso anche da minory previa sentenza di un Giudice, specialmente in casi estremi di disforia di genere. Per esempio, ad alcuny minory trans, sempre previa delibera del Giudice, può essere prescritta una terapia a base di bloccanti ipotalamici: si tratta di farmaci ormonali che interrompono la pubertà fisiologica. Sono interventi reversibili in quanto in qualunque momento l’adolescente può decidere di interrompere il trattamento e la pubertà riprenderà nella direzione del sesso biologico.


Quelle presentate in questo articolo sono solo le leggi principali e che coinvolgono famiglie con minory. A chi desidera approfondire l’argomento o si interessa ad argomenti ancora più specifici in Italia consigliamo di informarsi presso associazioni locali del territorio, o sui siti ufficiali delle Istituzioni locali.


Giulia De Bellis & Magda Basso

Ph. by Sharon McCutcheon

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